La Galleria Vittorio Emanuele II è anche detta il salotto di Milano e fu costruita perché la città fosse all'altezza delle evoluzioni urbanistiche delle grandi capitali europee del XIX secolo. Nel 1859 l’idea di un passaggio coperto, una galleria, appunto, che mettesse in comunicazione Piazza Duomo e Piazza della Scala si fece sempre più interessante e concreta. Fu così indetto un concorso internazionale per valutare le proposte di diversi architetti. Arrivarono proposte da ben 176 architetti ma l'idea vincente fu quella di Giuseppe Mengoni, che pensò ad una lunga galleria attraversata da un braccio, con un’ampia sala ottagonale al centro dell’incrocio. Pochi anni dopo, nel 1865, cominciarono i lavori e fu proprio Re Vittorio Emanuele II di Savoia a posare la prima pietra. Due anni dopo, nel 1967, la Galleria venne inaugurata anche se ancora incompleta e senza la presenza del re. Forse proprio per queste ragioni, purtroppo, seguirà un tragico epilogo: il suo ideatore, Giuseppe Mengoni, morì proprio durante un’ispezione della galleria. Molti non pensarono ad un incidente casuale, ma ad un vero e proprio suicidio dovuto non solo alle numerose critiche rivolte alla sua opera ma anche alla delusione causata dall’assenza del re all’inaugurazione. In verità Re Vittorio Emanuele non era in buone condizioni di salute e morì solo pochi giorni dopo. La Galleria, simbolo di Milano tanto quanto il Duomo, attualmente è ricca di negozi in cui fare shopping e bar in cui sostare per due chiacchiere davanti a un caffé.